Monday, 10 May 2021 18:03

Un anno di covid: ripercorriamo le tappe (parte III)

Written by ViviAmo Fiumicino
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PREFAZIONE

Il presente articolo è suddiviso in capitoli in base alle aree tematiche trattate e per tale motivo, risulta alquanto lungo, come lungo è stato questo primo anno di pandemia, il quale richiede tutto il nostro rispetto, in termini umani, per le migliaia di persone venute a mancare e per le drammatiche conseguenze economiche prodotte, meritando oltremodo, una ricostruzione articolata e il più possibile oggettiva, pur accompagnata da considerazioni e osservazioni, di quanto sia accaduto in questo periodo.

Per leggere la prima parte, clicca qui.

Per leggere la seconda parte, clicca qui.

V.-Limiti della campagna vaccinale con migliorie apportabili e riaperture totali del Paese a determinate condizioni.

Un'ulteriore osservazione alla campagna vaccinale in atto, riguarda il fatto che ogni vaccino ha delle peculiarità che lo differenzia da altri creati per combattere lo stesso tipo di virus, ma proprio per questo ne deriva che queste caratteristiche, potrebbero non essere compatibili con lo stato di salute di un particolare individuo, in considerazione anche di eventuali patologie pregresse più o meno serie e che quindi potrebbe essere consigliata la somministrazione di un altro vaccino, piuttosto che quella assegnata in fase di prenotazione.

Capita infatti a volte, che la persona che si reca nel centro vaccinale, nel giorno prestabilito, si veda negare l'inoculazione del vaccino, perché in base all'informativa debitamente compilata e  presentata al personale sanitario preposto, risulti che la stessa presenti uno stato fisico, non conforme alle caratteristiche di quel dato vaccino e che quindi, debba rinunciarvi perdendo il turno e correlato a questo, che il Paese abbia sprecato un'occasione per vaccinare un nuovo soggetto e che probabilmente, venga sprecata una dose, perché contingentata e perché sottoposta a particolari procedure di conservazione. Per evitare questo spreco di tempo, di dosi e di rallentamenti oppure di somministrare in maniera superficiale un vaccino non idoneo, si potrebbe indicare alle persone con apposita campagna informativa, di rivolgersi preventivamente al giorno di somministrazione, ai propri medici di base o a call center  adibiti ad hoc, che facciano quindi da filtro,  per capire quale vaccino sia preferibile assumere. Parallelamente occorrerebbe chiedere alle persone, di effettuare  i test sierologici, magari rendendoli obbligatori, prima della somministrazione del vaccino stesso, a prescindere dal tipo, allo scopo di evitare il verificarsi del fenomeno ADE.

Con questo termine, si indica un'amplificazione della  risposta anticorpale ossia un'amplificazione infiammatoria della risposta derivata dagli anticorpi di un particolare substrato già dotato di anticorpi, che viene sollecitato alla riproduzione di altri, provocando così pericolose reazioni quali infarti, embolie, trombosi, in quelle persone che hanno appunto già un numero elevato di anticorpi, come quelle che hanno già contratto il covid-19, sia in maniera sintomatica che asintomatica. I test sierologici, sono quindi fondamentali per capire il livello di anticorpi a disposizione di ogni individuo e valutare di conseguenza la successiva somministrazione o meno del vaccino, evitando così di vaccinare le persone in maniera del tutto superficiale e sommaria, ma soprattutto pericolosa per la loro salute con reazioni anche violente, tanto da dover essere necessari ricoveri ospedalieri o addirittura all'insorgenza di reazioni incontrollabili, come già esposto.

In virtù di questi aspetti, le persone sono confuse da una comunicazione massiva, molto spesso che contraddice quanto espresso poco tempo prima, divisa tra i più rigoristi o anche chiusuristi, tra i quali professori universitari e membri della comunità scientifica, che vorrebbero un nuovo lockdown, peraltro non concesso dal Governo perché a suo dire, il Paese non sarebbe in grado di sostenerlo e tra gli aperturisti, che invece auspicano un allentamento di restrizioni. Tra queste due fazioni, evocanti un po' le contrapposizioni tra Guelfi e Ghibellini della Firenze del Basso Medioevo, c'è chi partendo dall'assunto, che questa pandemia essendo considerata come una guerra, un nemico subdolo da fronteggiare e sconfiggere, allo stesso modo crede che debbano nei suoi confronti, essere messe in campo tutte quelle strategie idonee, come riaprire tutto in sicurezza, ma riaprire e impiegando l'Esercito e le forze armate in genere, per effettuare i controlli sui territori e per garantire il rispetto rigoroso delle misure anticovid, indispensabili a contenere il virus. 

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VI.-Contraddizioni nella gestione della pandemia.

Le contraddizioni nella gestione della pandemia, sono oggettivamente state molteplici e ampiamente esposte da più parti, negli innumerevoli programmi televisivi, come per il caso della chiusura dei ristoranti e di tante altre tipologie di negozi, mentre si è data la possibilità di aprire certe tipologie di attività commerciali, dove invece gli assembramenti sono stati e sono tuttora, all'ordine del giorno, come anche per la chiusura delle scuole in presenza, mentre i mezzi pubblici sono stati e sono ancora super affollati, fra le ultime in ordine cronologico, proprio in occasione delle vacanze pasquali, c'è stata quella relativa alla possibilità di viaggiare all'estero, ma non di spostarsi al di fuori del proprio comune o a seconda dei giorni, fuori dalla propria regione. Collegata a questa disposizione, è stata prevista la quarantena di appena 5 giorni e l'effettuazione di tamponi sia in andata che in ritorno dai luoghi di vacanza.

La contraddizione qui si concretizza nel fatto, che per mesi alunni e studenti di ogni ordine e grado, abbiano dovuto osservare anche più volte, periodi di quarantena di almeno 15 giorni, con relativo tampone prima del rientro in classe, oltre che tutti i disagi del caso, come la didattica a distanza, l'interruzione di rapporti interpersonali con i propri compagni e coetanei, con l'interruzione di attività sportive, con l'obbligo anche di costringere i genitori a quarantene o comunque per i minori, a rimanere a casa, nella maggior parte dei casi.

Altra contraddizione si configura anche nella campagna vaccinale, in cui in alcune Regioni si è data la precedenza a particolari categorie professionali, quali avvocati, insegnanti e assistenti universitari, quando in realtà rispettivamente i processi e le udienze da un lato e le lezioni in presenza dall'altro, sono fermi da mesi.

Più in generale, si può affermare che il nostro Paese finora è stato troppo assoggettato ai quantitativi di dosi di vaccino indicati dall'Europa per ogni Stato membro, non riuscendo a svincolarsi da questi paletti e a contrattare direttamente con le case farmaceutiche senza intermediari, superando così certi contingentamenti, che stanno ancora penalizzando la tabella di marcia vaccinale.

 

Read 400 times Last modified on Monday, 10 May 2021 18:05
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