Wednesday, 05 May 2021 10:24

Test anti-covid: le differenze fra le diverse modalità di rilevazione del coronavirus

Written by Luca Parente
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di Luca Parente - La chiarezza delle informazioni, specie in tempi di pandemia, è fondamentale. Dopo aver fatto, qualche settimana fa, un recap sui vaccini a disposizione al momento, è tempo anche di capire quali e in cosa di diversifichino i test che rilevano il contagio da coronavirus. 


Tampone molecolare

È il test attualmente più affidabile, il gold standard per la diagnosi di infezione da Coronavirus.
Viene prelevato da personale esperto (medico o infermiere) con un bastoncino tipo cotton fioc un campione delle vie respiratorie del paziente, preferibilmente dalla mucosa naso-faringea. Questo campione viene quindi analizzato attraverso metodi molecolari (PCR) per l’amplificazione dei geni virali espressi durante l’infezione. L’analisi viene effettuata esclusivamente presso centri specializzati. Essendo un processo che richiede del tempo la risposta viene comunicata al paziente mediamente entro le 24/48 ore.

Test antigenico rapido (o “test rapido”)

Questa tipologia di test è basata sulla ricerca, nei campioni respiratori del paziente, delle proteine virali (antigeni).
Le modalità di raccolta del campione sono le stesse dei test molecolari (tampone naso-faringeo), i tempi di risposta sono molto brevi. In circa 15 minuti si ottiene un risultato qualitativo positivo/negativo o non valido in caso di campione non sufficiente. La sensibilità e la specificità di questo test sono inferiori a quelle del test molecolare. I dati disponibili dei vari test sono dichiarati dal produttore e variano per sensibilità e specificità.

Nei casi in cui il test rapido dovesse risultare positivo è  necessaria avere una conferma tramite il tampone molecolare in quanto, in base a quanto detto precedentemente potrebbe trattarsi di un “falso positivo”.

NB: Attualmente esistono due modalità di esecuzione dei tamponi rapidi:  una utilizza l’approccio immunocromatografico e attraverso una cartina che si colora indica la positività al virus, l’altra invece si basa sul metodo dell’immunofluorescenza. Quest’ultimo ha dimostrato di avere un’attendibilità paragonabile al molecolare ed in alcuni casi può sostituirlo. 


Test sierologico classico (sul sangue)


Rileva la presenza nel sangue degli anticorpi specifici che il sistema immunitario produce in risposta all’infezione, la loro tipologia (IgG, IgM, IgA), ed eventualmente la loro quantità. Questo richiede un prelievo di sangue venoso, e viene effettuato presso centri specializzati.


Test sierologico rapido (“pungidito”)


I test sierologici rapidi si basano sullo stesso principio di quelli classici, ma sono semplificati e danno risposte solo di tipo qualitativo, dicono cioè soltanto se nell’organismo sono presenti gli anticorpi specifici per il virus.
Questi test sono di semplice esecuzione: sul dispositivo di rilevazione viene depositata una goccia di sangue ottenuta con un pungi dito e la presenza di anticorpi viene visualizzata mediante la comparsa sul dispositivo di una banda colorata o di un segnale fluorescente letto con uno strumentino portatile.
L’affidabilità di questo tipo di test è però molto variabile, e l’Organizzazione Mondiale della Sanità attualmente non raccomanda l’utilizzo di questo tipo di test per la rilevazione di anticorpi nell’assistenza ai pazienti.

NB: I test sierologici dato che gli anticorpi compaiono dopo circa 7 giorni dall'infezione non sono in grado di dire se il paziente ha una infezione in atto ma soltanto se è entrato o meno in contatto con il virus (non servono pertanto per fare diagnosi).

Test salivari

Sono ancora in fase di sperimentazione ed in attesa dell’approvazione del Ministero della Salute (necessario che abbiano anche il marchio CE). Nel nostro Paese con il loro apporto sono state condotte esperienze pilota nelle scuole. 

 

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