Thursday, 04 February 2021 14:25

Terreni agricoli, fra acquisizioni comunali e rincari di locazione. Quale futuro per l'economia verde di Fiumicino Featured

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Il Comune di Fiumicino acquisisce terreni dalla Regione Lazio. L'accordo, ratificato nella giornata di ieri (mercoledì 3 febbraio, ndr), prevede il passaggio sotto la potestà comunale di diversi beni sul territorio fiumicinese finora proprietà regionale. 

Fra questi, ad esempio, l’area delle Terme di Matidia che stando alle parole del Sindaco sarà destinata all'istituto Banfi che se ne occuperà. Da capire, però, quali siano nello specifico le proprietà acquisite. Alcune, come spiegato dall'amministrazione, servirebbero a compensare un contenzioso fra Comune e Regione. in merito ad alcuni tributi non riscossi. La querelle è relativa a compensi non ha ancora incamerati dalle casse comunali come l’Imu dell’edilizia pubblica o delle aree verdi. inoltre nell'accordo si accenna in modo ancora vago alla regolarizzazione sulle modalità di utilizzo di aree ancora da valorizzare, con un interessante riferimento ad alcune aree agricole.

Questo spinge ad una riflessione che pone sotto i riflettori le aree agricole del Comune. Ricordiamo infatti che con oltre 630 aziende, Fiumicino è il comune agricolo più grande d'Italia e probabilmente uno dei più grandi d'Europa e che molti di questi terreni sono di proprietà della Regione, a cui gli affittuari pagano un canone annuo. Se questi terreni passassero sotto l'erario comunale l'introito sarebbe notevole e a trarne beneficio potrebbe essere l'economia territoriale. È necessario appurare se, oltre alle aree verdi e ai giardinetti, il Comune abbia acquisito anche appezzamenti agricoli di valore. 

Anche perché recentemente tiene banco la vicenda relativa all’adeguamento dei canoni di locazione di queste aree coltivabili: i fondi rustici, in passato di proprietà dell'’ex Pio istituto di Santo Spirito, sono già da tempo passati sotto la potestà regionale. Le terre di cui si parla sono, da quasi ottant'anni, coltivate da famiglie di agricoltori che beneficiano di specifiche concessioni, rinnovate dalla Regione Lazio. 

Marco Zuccante, presidente associazione affittuari poderi ex Pio Istituto Santo Spirito, intervistato dal portale 7colli.it, ha spiegato come si paventi l'ipotesi di un aumento del canone da parte della Regione. "Attualmente paghiamo un canone variabile dai 240 ai 300 euro per ettaro all’anno" ha precisato Zuccante, che ha poi aggiunto: "Il grano ne frutta circa 400, quindi siamo al limite. Ma gli aumenti prospettati sarebbero enormi. Arriverebbero anche ad 800 euro ad ettaro, una follia".

Ad oggi il canone medio dei terreni, calcolato in base alla L.R. 29/2003, si ottiene moltiplicando il coefficiente 0,30 per i valori agricoli medi dei terreni in oggetto. Volendo fare un esempio, un terreno seminativo irriguo il cui valore è 60mila euro, costerebbe 180 euro annue cui vanno aggiunti circa 50 euro per gli oneri del consorzio di bonifica. Questi soldi, in realtà, sarebbero di competenza della proprietà ma ormai da decenni sono a carico degli affittuari. Inoltre, nella somma, vanno anche inserite un'altra serie di voci che per il codice civile sarebbero di competenza della proprietà ma che per il vecchio capitolato d’affitto dell’ex Pio Istituto Santo Spirito di fatto sono a carico dei locatari. Il totale, insomma, si aggirerebbe, come detto da Zuccante, su circa trecento euro per ettaro all'anno.

Andranno quindi analizzati due fattori: quello relativo al dubbio sull'acquisizione dei terreni da parte del Comune, che potrebbe portare beneficio all'economia verde cittadina; e quello inerente i rincari dei canoni regionali che impatterebbero notevolmente sulle aziende del territorio, già provate dalla pandemia e dalla conseguente crisi economica.

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